La Promessa
Quando Friedrich Dürrenmatt, nel '58, scrisse La promessa, romanzo incentrato sulla vicenda di un detective a caccia di un sadico assassino di bambini, il problema pedofilia non era ancora di schiacciante attualità.
Il libro ha come sottotitolo Un requiem per il romanzo giallo, che ne sottolinea l'atipicità nell'ambito della produzione letteraria di genere: in sostanza l'autore afferma che non è la logica ed il metodo a guidare un'indagine, ma il caos ed il caso. Infatti, alla fine l'investigatore non riuscirà nel suo intento di catturare l'assassino e questi troverà una morte assurda in un incidente d'auto, restando impunito per i suoi crimini.
Il capolavoro (secondo alcuni) di Dürrenmatt ha trovato nel corso degli anni alcune trasposizioni cinematografiche e televisive di notevole impatto.
Il romanzo era stato inizialmente concepito come sceneggiatura del film Il mostro di Magendorf del '58 di Ladislao Vajda, ed ha ispirato anche uno sceneggiato Rai omonimo del '79 per la regia di Alberto Negrin.
Ma è solo nel 2001 che Sean Penn, attore e regista americano di razza, chiamerà Jack Nicholson, altro grande rappresentante del cinema americano, a produrre una delle sue interpretazioni migliori, nel film The Pledge (titolo italiano La promessa).
Il film di Penn ricalca sostanzialmente il romanzo, differenziandosene soltanto per l'ambientazione che dalla Svizzera anni 50 passa ai paesaggi del Nevada dell'America di oggi.
The Pledge merita un'attenta visione, per l'accurata messinscena, per l'impressionante performance di Nicholson (interprete di assoluti capolavori, da Qualcuno volò sul nido del cuculo a Shining, da Chinatown a L'onore dei Prizzi), ed anche per il regista Sean Penn, uno dei miei preferiti, autore fra l'altro di Lupo solitario e Into the Wild.
Antonello Corrado
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